http://www.ilcorpodelledonne.it/documentario/ di Lorella Zanardo e Marco Maldi Chindemi
Luccichii intermittenti
- era aperto il Suo Nome -
nel freddo cristallino di Natale
e se cercare un motivo uno scopo
pareva d' obbligo negli occhi
così facilmente leggevamo.
Trasvolava la notte
scie traslucide di stelle
sopra il nitido taglio
delle colline all’ orizzonte
e così chiare le parole allora
- seppure opalescenti -
erano fiamma che ondeggia ed allude
dietro preziosità d’ alabastro.
Ma non sono scritte negli occhi

Sono pesi queste mie poesie,
pietre spinte lungo una salita.
Le porterò stremata
allo strapiombo.
Poi cadrò, viso nell’erba,
non avrò lacrime abbastanza.
Smembrerò la strofa
scoppierà in singhiozzi il verso
e si pianterà nel palmo
con dolore anche l’ortica.
L’amarezza di quel giorno
tutta trasmuterà in parola.
1981


Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.
A tutte le donne di A. Merini
Gabriella Sica, Alessandra Paganardi, Manuela Bellodi, Annamaria Farabbi: Quando Gabriella Sica (della generazione degli anni ottanta) pubblica nel 1997 Poesie bambine, in una recensione apparsa sul n. 13 di «Poiesis» scrivevo: «La poetica del fanciullino pascoliano è stata una operazione culturale chiave nel Novecento italiano.

Anche una lettura superficiale dell’opera di Ana Guillot ci consente di definire la sua poetica come voce del femminile. Da donna esprime il suo punto di vista, a donne parla, lascia le donne parlare, attraverso lessemi e aggettivi che provengono dal profondo femmineo e trattano materia carnale. La pelle è un’inondazione /di schegge /e ogni pezzo è mio / e duole.
la soglia familiare quell’arcano
i rettili
la selva che s’indovina
e si sorteggia
una parete di roccia
un impero di argilla